Lettera della scrittrice Fulvia Degl’Innocenti

Care bambine e ragazze, cari bambini e ragazzi, Fulvia degl'innocenti

di scrittrici e scrittori in carne e ossa o virtuali, ne avete conosciuti un bel po’ durante la festa delle storie che si è svolta nel luogo in cui vivete. E Fulvia, cioè la sottoscritta, non è un soggetto così speciale. L’unica cosa per cui forse vale la pena ricordarmi è che oltre a scrivere libri scrivo anche in un giornale, e per ragazzi per giunta. Si chiama Il Giornalino, e ha ben 90 anni di vita!! (Io un po’ di meno, per fortuna!).
Quando incontro i ragazzi nelle scuole e nelle biblioteche mi piace dire che i giornalisti per ragazzi sono una specie in via estinzione, ancora più del panda. Voglio fare una scommessa con voi: chi legge un giornale per ragazzi alzi la mano! Già me le immagino le vostre sono un po’ dappertutto, nelle tasche, sulle ginocchia, forse anche intorno al naso, ma molto poche sono per aria. Ho visto giusto? Perché di giornali per ragazzi ce ne sono ormai pochissimi, e di conseguenza anche di lettori. Chissà se è nato prima l’uovo e la gallina, ovvero se i giornali scompaiono perché ci sono pochi lettori, oppure il contrario. A me dispiace un po’, anche perché i giornali sanno essere compagni fedeli, ci fanno sentire collegati a tanti altri lettori in tutta Italia, e possono aiutarti quando ne hai bisogno. Lo so bene, perché ho ricevuto migliaia e migliaia di lettere e di mail con tante richieste di aiuto, piccoli consigli per piccoli e grandi problemi, come messaggi in bottiglia lanciati nel mare (anche se il mare che ci divide è quello della rete). E chissà se tra le lettere che ho ricevuto in venti anni di lavoro alla redazione del Giornalino c’è anche quella di una delle vostre mamme o dei vostri papà. libro fulviaPerché, incredibile, sono stati bambini anche loro. E che cosa hanno in comune i bambini di ogni epoca, paese, quartiere? Sogni e qualche guaio. I primi hanno colori brillanti e luci accecanti, gli altri hanno colori un po’spenti, e te li senti addosso fastidiosi come le ragnatele sulla faccia o le bolle della varicella. E quando davvero non se ne vogliono andare è bello avere qualcuno che ci ascolti e che ci sappia dire la parola giusta per spazzarli via. Ecco, nella mia vita ho fatto e continuo a fare questa cosa: aiutare i ragazzi a soffiare via la polvere dei guai per far risaltare meglio la luce dei loro sogni. E lo faccio semplicemente con le parole, che sono l’unica vera magia che conosco. Per questo, forse, non faccio che giocare con le parole da quando ero una bambina.
Buoni sogni a tutti voi, e se avete qualche guaio da spazzare via, scrivetemi (il giornalino@ilgiornalino.org): come il panda, ancora resisto dietro la mia scrivania di giornalista per ragazzi!

Fulvia Degl’Innocenti

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