Lettera della scrittrice Angela Ragusa

Care ragazze e cari ragazzi,Angela ragusa
mi dispiace non poter essere qui con voi per chiacchierare di libri e di storie, e per questo ho deciso di scrivervi per parlarvi in breve del mio rapporto con i libri.
Però, dato che a scrivere ho iniziato appena da una decina d’anni, non è di questo che voglio parlarvi (del resto, qui insieme a voi ci sono scrittrici e scrittori ben più importanti di me) bensì di quella che è per me una passione divorante: la passione per la lettura.
E già, perché – troppo pigra per scrivere più di un libro ogni paio d’anni o giù di lì – mi ritengo soprattutto una lettrice, e sono capace di ingurgitare quasi un libro al giorno neanche si trattasse di una stecca di cioccolata.
Il mio rapporto con i libri iniziò prestissimo, quando avevo appena cinque anni, e mio padre si mise in testa di insegnarmi a leggere. Imparai in fretta, e da quel momento fu in pratica impossibile staccarmi dai libri.
Ero una ragazzina solitaria, senza fratelli né sorelle, e i personaggi dei libri divennero presto i miei amici più cari e fedeli. A piacermi soprattutto erano i libri che parlavano di posti misteriosi e lontani, e ogni volta che ne aprivo uno, avevo l’impressione di partire per un viaggio affascinante.
Leggevo di tutto: fumetti, libri, riviste, giornali… qualunque cosa, a qualunque ora, in qualunque occasione. Riducendomi – quando i miei, esasperati, mi proibirono di leggere a tavola – a leggere le etichette dell’acqua minerale! Di notte, poi, mi infilavo sotto le coperte con un libro e la lampada che di solito stava sul comodino, e leggevo finché non solo mi bruciavano gli occhi, ma la lampadina bruciacchiava il lenzuolo.
angela ragusa libriNon basta. Lo confesso: di tanto in tanto facevo abilmente sparire gli spiccioli che mio padre dimenticava nelle tasche della giacca e li usavo per comprare fumetti o libri (vabbè, ogni tanto ci scappava pure una stecca di cioccolata). La giusta punizione non tardò ad arrivare: oltre a brufoli vari (la cioccolata non perdona), mi ritrovai sul naso il primo paio di occhiali.
Crescendo ho continuato a leggere con avidità un po’ di tutto, e gli amici di carta (insieme a quelli in carne e ossa, sia chiaro) mi hanno aiutata a superare i momenti peggiori, facendomi scordare per qualche ora la realtà e aiutandomi ad affrontare con più energia le difficoltà che prima o poi tutti noi ci troviamo inevitabilmente ad affrontare.
E’ questo che per me sono i libri, e mi piacerebbe che tali diventassero anche per voi: non un obbligo che puzza di noia, ma porte spalancate su mondi fantastici dov’è possibile volare senza confini sulle ali della fantasia, vivere le avventure più incredibili, conoscere i personaggi più strani e insoliti.
Ma ora basta così, miei cari giovani lettori (ve l’avevo detto, che sono pigra e mi fa fatica scrivere!). Vi lascio agli incontri con i tanti bravi scrittori e scrittrici che sono venuti a Scampia per conoscervi di persona, per raccontarvi le loro storie e per ascoltare le vostre, e spero in futuro non troppo lontano di potervi venire a conoscervi anch’io.
Un abbraccio a tutti voi
Angela (Ragusa)

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