LinaCON CARIñO PARA QUIEN LA LEA
Mi nombre: Lina Isabella Montaño.
Fecha de nacimiento: 5 marzo 2006 en la ciudad de Villavicencio.
Vivo con mi papito y mi mamita, tengo una hermana mayor que se llama Valeria.
Adoro a mi familia. Me gusta cocinar y quisiera ser cheff.
Me gusta jugar a los congelados en mi colegio que se llama Mi Tobogán.
En él tenemos de mascota un conejo que es de todos y se llama Toby y de cariño Toboguito.

Lina Isabella – 8 anos

 

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UNA NAZIONE MULTICULTURALE
Recentemente a scuola abbiamo letto testi scritti da migranti o figlie di migranti che vivono in Italia. Nei racconti queste donne parlano di come ci si sente a vivere nel nuovo paese d’adozione e di come ci si sente nei confronti del paese d’origine dopo averlo abbandonato. Le letture fanno riflettere molto sull’essere straniere e fanno capire come una persona si possa sentire straniera anche nella sua regione d’origine per il fatto di non avervi mai vissuto. Oppure di come ci si può sentire stranieri anche da “autoctoni” perché si è ormai circondati da gente proveniente da molti parti del mondo. I racconti fanno pure riflettere su quanto è sottile il filo che separa una persona del posto da una straniera integrata perfettamente nel suo nuovo Paese.
Oriana A. – 16 anni
(Da: progetti scolastici, Concorso Lingua Madre)

UMA NAÇÃO MULTICULTURAL
Recentemente, na escola, lemos textos escritos por imigrantes ou filhas de imigrantes que vivem na Itália. Nestes contos as mulheres falam de como uma pessoa se sente vivendo no novo país adotivo e de como se sente em relação ao país de origem depois de tê-lo abandonado. As leituras nos fazem refletir muito sobre ser estrangeiro e nos fazem entender como uma pessoa possa sentir-se estrangeira até na sua região de origem pelo fato de nunca ter vivido ali. Ou então de como seja possível sentir-se estrangeiro mesmo sendo nativo, já que atualmente somos circundados de gente proveniente de muitas partes do mundo. Os contos nos fazem também refletir sobre quanto é sutil o fio que separa uma pessoa do lugar de uma pessoa estrangeira integrada perfeitamente no seu novo país.
Oriana A. – 16 anos   (Da: progetti scolastici, Concorso Lingua Madre)
Tracuctor: Claudia Souza

SENTIRSI STRANIERO?
Anch’io da un po’ di anni mi trovo a fare i conti con i pregiudizi della gente, per il semplice fatto che sono un italiano immigrato in Svizzera. Prima d’ora, mai mi sono soffermato a pensare come ci si possa sentire ad essere stranieri; perché nella mia patria non ho mai avuto l’occasione di rapportarmi direttamente con un extracomunitario. Chiaramente capitava di vedere persone di nazionalità differenti, ma non ho mai avuto contatti diretti.
Oggi, a esperienza fatta, posso dire che è bruttissimo sentirsi stranieri. Non si è più liberi di essere se stessi, per paura del giudizio altrui; tanto che molti decidono di cambiare completamente il proprio modo di essere, sopprimendo ogni diversità. Ma tutto ciò ha un limite, perché poi ci si ritrova a un punto in cui si è braccati dalla propria identità, dalle proprie radici e l’unica via d’uscita, o meglio evasione momentanea, si esprime attraverso un pianto disperato di sofferenza.
Antonio R. – 17 anni
(Da: progetti scolastici, Concorso Lingua Madre)

SENTIR-SE ESTRANGEIRO?
Eu também desde alguns anos tenho de dar conta do preconceito das pessoas, pelo simples fato de ser um imigrante italiano na Suiça. Antes nunca tinha parado pra pensar em como alguém se sente quando é estrangeiro; porque na minha pátria nunca tive oportunidade de me relacionar diretamente com um extracomunitario (como os italianos chamam as pessoas provenientes de países fora da Comunidade Européia n. da. Trad.).Obviamente acontecia de ver pessoas de nacionalidades diferentes, mas nunca tive contato direto. Hoje, através desta experiência, posso afirmar que é horrível sentir-se estrangeiro. A gente não é mais livre de ser si mesma, por medo do que os outros vão pensar; tanto é que muitos decidem mudar completamente o próprio modo de ser, suprimindo qualquer diversidade. Mas tudo isso tem um limite, porque um dia a gente se vê num ponto em que é inundado pela própria identidade, pelas próprias raízes e a única saída, ou melhor, evasão momentanea, se exprime através de um choro desesperado de sofrimento.
Antonio R. – 17 anos   (Da: progetti scolastici, Concorso Lingua Madre)
Traductor: Claudua Souza

 

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Photo by Mauro Villone

DIO NELLA MIA VITA!
Molto piacere, il mio nome è Diego Azevedo, ho 19 anni. Prima di arrivare nella comunità di Vilas Canoas vivevo in una favela dove c’era gente armata, gente che vendeva la droga, gente che si ubriacava, che faceva cose che non ci danno niente. Ho vissuto una vita completamente differente fino ai 10 anni d’età. Ho iniziato a lavorare ai 12 anni, se non vado errato. Ringrazio molto DIO per avermi “conservato” in tutti i momenti in cui ho rischiato di perdere la vita. Dove abitavo io, c’era molta sparatoria, alcune volte durava tutta la notte. Il mio periodo d’infanzia è stato molto turbolento, molto triste, perché studiavo in una scuola pubblica (ho sempre studiato) e non ho vergogna di dirlo, al contrario, sono fiero di dire che sono povero. E lodo DIO per tutte le cose che ha fatto e che fa ancora per me. Avevo vergogna di dire agli amici o insegnanti che vivevo in quel posto, avevo vergogna perché lì c’erano soltanto baracche di legno. Non mi è mai piaciuto e credo di non aver mai detto a nessuno in quale scuola studiavo. C’è stato un periodo in cui, insieme alla mia famiglia, ho passato molte tribolazioni, tempi in cui avevamo solo farina e zucchero da mangiare. Ho vissuto per molte cose che non succederanno più, a DIO piacendo! In mezzo a tanta tristezza che ho passato, oggi vivo una vita differente, vivo una vita per DIO perché so che è stato lui a soccorrermi quando non c’era nessuno, a stendermi la mano. Sono molto grato a DIO per avermi amato, so che io non meritavo nulla, ma credo che DIO abbia visto ogni mia sofferenza, ogni umiliazione, anche ogni cosa sbagliata che ho fatto e, nonostante questo, non ha mai smesso di amarmi e proteggermi. Infatti, c’è solamente un essere superiore a tutto ciò che esiste, e anche essendo superiore a tutti lui ama ogni persona, non smette mai di amarla, persino quando fa cose sbagliate, così come ho fatto io. Ho mentito molto, ho fatto delle cavolate, ma DIO è sempre stato con me e la mia storia di vita non ha avuto una fine tragica soltanto grazie al suo amore!
Sì, le persone non hanno bisogno di cose materiali, ma di amore, una persona che non è amata come fa ad amare?
Oggi posso dire che ho conosciuto l’amore di DIO nella mia vita, a lui interessa la sincerità del nostro cuore. La mia storia di vita è uguale a quella di molta gente. C’è stato un periodo in cui non sapevo che cos’era essere amato e dare amore, ma riusciamo tutti a imparare questo, se lo pratichiamo. Praticare non vuol dire parlare o chiacchierare, ma avere certi atteggiamenti, gesti di tenerezza.
Il mio cuore mi ha permesso di scrivere questa storia! Oggigiorno non penso più al mio passato, ma a vivere il presente in modo corretto, in modo da aiutare il mio prossimo e non far loro del male, perché non è questo che DIO vuole!
Sì, oggi come oggi ho un desiderio, magari un sogno: voglio essere un pastore, un propagatore della parola di DIO. È stato DIO a riscattarmi e ho questo desiderio dentro al cuore, trovo bello parlare dell’amore di DIO al prossimo.
Ho vissuto un’infanzia di tristezza con pochi bei momenti, oggi vivo una vita con molta allegria e pace, perché so che DIO si prende cura di me, anche quando sono in situazioni di difficoltà. Non ho più niente da dire, quello che è venuto dal mio cuore era solo questo! Al primo posto c’è DIO, l’unico grazie al quale l’impossibile può diventare possibile! Credo in DIO, la mia vita ora è di DIO, e oggi vivo per DIO! DIO ti ama così come ama me! Auguro tutto il meglio a voi!
Diego – 19 anni
(
Ong «Para Ti» – Rio de Janeiro)
Traductor: Claudia Souza

DEUS EM MINHA VIDA!
Prazer, meu nome é Diego Azevedo, Tenho 19 anos. Antes de eu vir para a comunidade de Vilas Canoas eu morava numa favela da qual eu me deparava com pessoas armadas, com pessoas vendendo drogas, com pessoas bebendo, fazendo essas coisas que não nos acrescenta nada. Eu pelo fato de ter uns 10 ou mais anos eu vivia uma vida completamente diferente, eu comecei a trabalhar com 12 anos se eu não me engano. Eu agradeço muito a DEUS por ele ter me guardado em todos os momentos do qual eu poderia perder a vida. Onde morava havia muito tiroteio, e tinha dias que era toda a madruga. Minha fase de criança foi meia turbulenta, foi meia triste para mim, pois eu estudava em escola pública (sempre estudei), mas não me envergonho de dizer isso, pelo contrário, tenho o orgulho de dizer que sou pobre. E louvo a DEUS por todas as coisas que ele fizeste e tens feito por mim. Eu tinha vergonha de dizer para os meus amigos ou para as minhas professoras de dizer o lugar onde eu morava, eu tinha vergonha porque o lugar onde eu morava era somente barracos construídos com madeira. Eu nunca gostei e se não me falha a memória nunca disse pra nenhuma pessoa da escola que eu estudava. Houve um tempo que eu, junto com a minha família, passamos muita necessidade, tinha tempos que a gente tinha somente farinha e açúcar pra comer. Eu passei por muitas coisas que de fato não irei passar mas se DEUS quiser! Em meio a tanta tristeza que já passei, hoje vivo uma diferente, hoje vivo uma vida pra DEUS, pois eu sei que ele é quem me socorreu quando não havia ninguém pra estender a mão. Eu sou muito grato a DEUS por ele ter me guardado, por ele ter me amado, sei que de fato eu não merecia nada, mas eu creio que DEUS viu cada sofrimento, cada humilhação, cada coisa errada que eu fiz também, mas nem por isso ele deixou de me amar, e de me proteger! É, de fato há apenas um ser que é superior a tudo que existe, e mesmo sendo superior a todos ele ama uma pessoa que por mas falha que ela seja, ele não deixa de amar uma pessoa mesmo quando a tal pessoa faz coisas errada, assim como eu fiz coisas erradas, assim como menti muito na vida, assim como já fiz besteiras, mas DEUS ele nunca deixou de me amar, ele sempre esteve comigo, e a minha história de vida só não teve um fim trágico por causa do amor e do cuidado de DEUS em minha vida! É, há pessoas que não precisam de coisas matérias, mas sim de amor, uma pessoa que não é amada como ela vai amar? Eu hoje posso dizer que eu conheci o amor de DEUS em minha vida, hoje vejo que DEUS ele não liga para o que temos ou o que deixamos de ter, mas ele se interessa pela sinceridade do nosso coração. Ele quer que abrimos o nosso coração pra ele. A minha história de vida é como de muitas outras pessoas, uma fase da vida não conhecia o que era ser amado e o que era dar amor, mas aprendemos isso quando de fato praticamos! Mas praticar não é com as palavras ou conversas, e sim com as atitudes, gestos de carinho. O meu coração me permitiu com que eu escreve isso! Hoje em dia eu não penso no meu passado, pois eu tenho que viver o presente de uma forma correta, de uma forma que eu consiga a ajudar ao meu próximo e não de uma forma de que eu venha prejudicá-lo, pois não é isso o que DEUS quer! É, hoje em dia em tenho a vontade, possa a ser que seja mesmo até um sonho, quero muito ser um pastor, um pregador da palavra de DEUS. Foi DEUS quem me resgatou, e eu tenho essa vontade em meu coração, acho lindo falar do amor de DEUS para o próximo! Anos atrás vivi um passado de tristeza, vivi também momentos bons na minha infância, mas hoje eu vivo uma vida com muita alegria e paz, pois sei que DEUS nunca deixou de cuidar de mim, mesmo quando eu estava passando por necessidades. Não tenho mas o que dizer, o que veio do coração foi somente isso! E em primeiro lugar DEUS é o único que pode fazer com que o impossível se torne possível! Eu creio em DEUS, a minha vida agora é de DEUS, e hoje eu vivo pra DEUS! E hoje em dia sou feliz por isso, pelo fato de ser de DEUS! DEUS te ama assim como ele me ama! , desejo tudo de bom pra vocês!
Diego
– 19 anos
(Ong «Para Ti» – Rio de Janeiro)

Traductor:


01-00069850000018FLASH MOB PER LE DONNE

Il giorno 7 marzo 2014 era il giorno del Flash mob. Io e la mia classe, e le altre 5A e 4A, siamo andati per le strade di Chiaiano per manifestare contro la violenza sulle donne. Prima di andare, la maestra ci ha spillato sul grembiule un fiocchetto rosa e poi ci ha legato un bracciale al polso di colore fucsia o rosa. Per le strade di Chiaiano noi abbiamo mostrato dei cartelloni con scritto: «Basta con la violenza sulle donne!»
Io e la mia classe ci siamo fermati al Comune e abbiamo ballato tutti, anche quelli delle Medie. Poi siamo tornati indietro e ci siamo fermati fuori dalla scuola e abbiamo ballato di nuovo tutti.
La dirigente della scuola aveva dei palloncini rosa come simbolo per rappresentare che deve finire la violenza contro le donne. Li ha lanciati in aria. Che emozione!
Dopo questa manifestazione ho capito che la donna si deve rispettare e non si violenta.
Gennaro Esposito – 10 anni
(da “giornalista per un mese” – Mammut)

FLASH MOB EM FAVOR DAS MULHERES
O dia 7 de Março de 2014 foi o dia do Flash Mob. Eu e minha turma de escola, e também a 5ª. A e a 4ª. A fomos às ruas de Chiaiano para manifestar contra a violência às mulheres. Antes de sair, a professora fixou um laço rosa no nosso avental e depois amarrou uma pulseira fucsia ou rosa no nosso pulso. Pelas ruas de Chiaiano nós mostramos cartazes com os dizeres: Basta de violência às mulheres!
Eu e minha turma paramos diante da Prefeitura e todo mundo dançou, até os meninos da Escola Média. Depois voltamos e paramos fora da escola e de novo todo mundo dançou. A diretora da escola trouxe balões cor-de-rosa como símbolo para representar que a violência contra as mulheres deve acabar. Soltou-os no ar, que emoção!
Depois desta manifestação, entendi que a mulher deve ser respeitada e não violentada.
Gennaro Esposito – 10 anos
Tradutor: Claudia Souza

FLASH MOB POR LAS MUJERES
El día 7 de marzo de 2014, era el día del Flash mob. Yo y mi clase, y los niños de otros dos salones de quinto de primaria marchamos por las calles de Chiaiano (Nota del traductor: Barrio de Nápoles) para manifestar contra la violencia contra las mujeres. Antes de salir, la maestra nos fijó con alfileres sobre el uniforme un moñito rosado y después nos amarró una manilla en la muñeca de color fucsia o rosado. Por las calles de Chiaiano, nosotros mostramos carteles en los que se había escrito: “No más violencia contras las mujeres”.
Yo y mi clase nos detuvimos frente a la Alcaldía y todos bailamos, también los de los primeros cursos de bachillerato. Después, nos devolvimos y nos detuvimos frente al colegio y de nuevo bailamos todos.
La Directora del colegio tenía globos rosados como símbolo para representar que se debe acabar la violencia contra las mujeres. Los lanzó al aire. ¡Qué emoción!
Después de esta manifestación, entendí que hay que respetar a las mujeres y que no hay que ser violentos con ellas.
Gennaro Esposito – 10 años.
Traductor: César Bruno

Flash Mob for women
The 7th of March 2014 was the Flash Mob Day. I went with my classmates and some students from other classes in Chiaiano’s streets to demonstrate against violence against women. Before going, our teacher pinned a pink ribbon on our smocks and then she tied a pink or violet band to our wrists. In Chiaiano’s streets we showed our billboards: “Stop Violence Against Women!”. My mates and I stopped to the city hall and we danced all together, older kids too. Then we came back and we danced again outside school. Our principal had some pink balloons as a symbol to say that violence against women must end. She let them go in the air! So exciting! After that demonstration I’ve understood that women must be respected and they can’t be raped.
Gennaro Esposito – 10 years old
(From “reporter for a mounth” – Mammut)
Translator: Manuela Salvi

OccupyScampia

Storia di Nicholas Angelo

Nicolas VillaciencioDa Bogotà a Villaciencio

Ciao a tutti. Il mio nome è Nicholas Angelo Ulloa Tobar, ho 9 anni.
Quando ero piccolo ho vissuto in Villavicencio. Mia madre lavorava nel Terminal dei Trasporti, mio padre era un poliziotto. Ero felice con tutta la mia famiglia.
A 6 anni, ho vissuto nella Valle di Cauca, in una fattoria insieme anche a mia zia. Poi mia madre ha incontrato un uomo che ora è il mio patrigno. Ho studiato lì e ho fatto molte cose buone e creative, ma a causa della violenza ci siamo trasferiti a Pereira, nella regione di Risalarda, con il mio patrigno, mio zio e mio padre e mia madre. Anche mia madre studiava e per Natale mi regalò una bicicletta e un Maxtell. Dopo abbiamo vissuto a Bogotà e io continuavo a studiare.
Mia madre lavorava e il mio patrigno anche; vivevamo in una casa con alcuni vicini e mia sorella Nicoll.
Oggi vivo a Villavicencio, capoluogo della regione Meta, nel quartiere popolare Charrascal, con mia madre e mia sorella, e studio al collegio Mi Tobogàn. A presto!
Nicholas Angelo Ulloa Tobar – 9 anni

De Bogotà a Villaciencio
Hola a todos. Mi nombre es Angel Nicolás Ulloa Tobar, tengo 9 años.
Cuando yo era bebé, vivía en Villavicencio. Mi mamá trabajaba en el Terminal de Transporte, mi papá era policía, yo era feliz con toda mi familia. Después, cuando yo tenía 6 años, vivía en el Valle del Cauca, en una finca y vivía con una tía. Después, mi mamá conoció a un señor que ahora es mi padrastro, yo estudiaba allá y hacía muchas cosas buenas y creativas, pero por la violencia nos fuimos a vivir a Pereira con mi padrastro, mi tío y mi papá y mi mamá. Allá también estudiaba y en Navidad el Niño Dios me trajo una biciclet y un Maxtell. Después vivimos en Bogotá y estudiaba. Mi mamá trabajaba y mi papá también; vivíamos en una casa con varios vecinos y mi hermana Nicoll. Ahora vivimos en Villavicencio, Meta, en el barrio Charrascal, con mi mamá, mi hermana y estudio en el Colegio Mi Tobogán.
Hasta pronto.

Angel Nicolás Ulloa Tobar – 9 años

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia di Clelia Ruggiero / Clelia Ruggiero’s Story

La discarica

Un giorno tutta Napoli ha organizzato una riunione per comunicare che la spazzatura ci ha rovinati. La nostra città è stata rovinata dal Nord, perché hanno portato i rifiuti tossici da noi, grazie alla Camorra.

A scuola io e Camillo abbiamo preparato cartelloni per la discarica. Il giorno dopo siamo andati alla manifestazione del comitato contro la discarica.

Mi sono molto divertita perché abbiamo comunicato al popolo che non vogliamo la discarica!

Clelia Ruggiero – 10 anni

(da “giornalista per un mese” – Mammut)

O aterro sanitário

Um dia todos Nápoles realizou uma reunião para anunciar que o lixo tem arruinado nós. Nossa cidade foi arruinada pelo Norte, porque eles trouxeram o lixo tóxico de nós, graças à Camorra.

Na escola eu e Camillo nós preparamos cartazes para o aterro sanitário. No dia seguinte fomos para a manifestação do Comitê contra o aterro. Eu tenho um monte de diversão, porque nós conversamos com as pessoas que não querem o aterro!

Clelia Ruggiero – 10 anos
(De “jornalista por um mês” – Mammut)

El relleno sanitario

Un día todo de Nápoles celebró una reunión para anunciar que la basura que nos ha arruinado. Nuestra ciudad ha sido arruinado por el Norte, porque trajeron los residuos tóxicos de nosotros, gracias a la Camorra.

En el colegio Camilo y hemos preparado carteles para el relleno sanitario. Al día siguiente fuimos a la manifestación del Comité contra el vertedero. Tengo un montón de diversión, ya que hablamos con las personas que no quieren el vertedero!

Clelia Ruggiero10 años
(De “periodista durante un mes” – Mammut)


The dump
One day there was a meeting in Naples to say to people that garbage has ruined us. Our city has been damaged by people from North Italy because they brought toxic waste here, helped by the camorra (how we call mafia in Naples).
At school Camillo and I made some billboards for the landfill. The next day we went to the demonstration of the commitee against the landfill. I really enjoyed that because we said to the world we don’t want the landfill here!
Clelia Ruggiero – 10 years old
(From “reporter for a mounth” – Mammut)

 

Favelasbambinicalcio

ROCINHA
Il mio nome è Kaue Gonçalves de Moraes Cordeiro. Ho 14 anni, sono nato il 9 marzo del 2000. Vivo a Rocinha, una favela di Rio de Janeiro. Quando ero piccolo scherzavo molto, mi divertivo, ero sorridente. A un anno di età non riuscivo ancora a camminare perché avevo dei problemi alle gambe, ho iniziato a camminare solo a 2 anni ed ero molto felice! A 8 anni fa ho iniziato a prepararmi per diventare un calciatore, cioè quello che voglio diventare a 18 anni. Però adesso ho solo quattordici anni e devo pensare soprattutto a studiare e ad aiutare i miei genitori.
Rocinha (la più grande Favela di Rio de Janeiro e nel Mondo – N.d.C.) non è tranquilla come alcuni pensano. Prima, quando Nem (il capo del narcotraffico) comandava su tutto, i suoi ragazzi andavano in giro armati, ma ora è stato arrestato e un altro ragazzo ha preso il suo posto. Rocinha è stata anche pacificata, ma è inutile.
Kaue – 14 anni
Il mio indirizzo di posta è:
Kauê_piraque157@hotmail.com
(Ong «Para Ti» – Rio de Janeiro)

ROCINHA
Eu moro na rocinha, Meu Nome é
Kauê Gonçalves de Moraes Cordeiro, tenho 14 anos nasci Dia 09/03/2000.
Minha história é Quando eu era pequeno eu Brinquei muito. Também sorrir muito me divertia de mas, minha infância não é que nem é na Adolescência. Quando eu tinha 1 ano não consegui desenvolver as pernas não coseguia andar, só consegui andar em pé quando eu comecei a andar eu tinha 2 anos fui muito feliz com 8 anos comecei o que eu quero ser quando ter 18 anos ser jogador de futebol. Mas agora com quatorze só penso em estudar e ajudar meus pais. A Rocinha (la più grande favela in Rio de Janeiro e nel mondo – N.d.C.) não é tão tranquila como algumas pessoas pensam, antes quando o bonde Nem (capo del narcotraffico – N.d.C.) estava La comandava em tudo ele não andava armado só os caras do bonde dele, mas agora que ele foi preso entrou outro cara no lugar dele mas não sei quem é a Rocinha também é pacificada mas não adianta nada.
Kaue – 14 anos
Meu e-mail:Kauê_piraque157@hotmail.com
(Ong «Para Ti» – Rio de Janeiro)

ROCINHA
Mi nombre es Kaue Gonçalves de Moraes Cordeiro. Tengo 14 años de edad, nacido el 9 de marzo de 2000. Yo vivo en Rocinha, una favela de Río de Janeiro.
Cuando era pequeña me bromeó mucho, me divertí, me estaba sonriendo. Al año de edad todavía no podía caminar porque tenía problemas en las piernas, empecé a caminar solo 2 años y yo estaba muy feliz! Al hace 8 años comencé a prepararme para convertirse en un futbolista, eso es lo que quiero ser de 18 años. Pero ahora yo era sólo catorce años y creo que sobre todo para estudiar y ayudar a mis padres. Rocinha (la favela más grande de Río de Janeiro y en el mundo – NDC) no es tan tranquila como algunos piensan. Antes, cuando Nem (el jefe de la droga) al mando de todo, sus hijos andaban armados, pero ahora ha sido detenido y otro chico tomó su lugar. Rocinha también se ha pacificado, pero es inútil.
Kaue – 14 años
Mi e-mail: Kauê_piraque157@hotmail.com
(Ong «Para Ti» – Rio de Janeiro)